Putin: annunciata la console russa rivale di Xbox e PlayStation

Bizzarro, assurdo e paradossale ma soprattutto vero: in tempi di guerra, il presidente russo ha incaricato il governo di esaminare entro il 15 giugno i requisiti per lanciare la produzione di una piattaforma nazionale per il gaming

CREDITI: Dreamstime

Vladimir Putin ha ordinato al governo russo di esplorare la possibilità di sviluppare una serie di console (fisse e portatili) per videogiochi e creare piattaforme nazionali di gaming. I dispositivi mirano, ovviamente, a competere con i giganti PlayStation e Xbox. A febbraio, infatti, l'Organizzazione russa per lo sviluppo dell'industria videoludica (RVI) ha presentato un piano a lungo termine che prevede la creazione di una nuova console di gioco pronta per il 2026-2027. Ora, pare che il termine ultimo per l'esecuzione dell'ordine di Putin sia il 15 giugno 2024. Non c’è da stupirsi che negli ultimi anni la Russia abbia avuto sempre più da ridire sui giochi e sugli sviluppatori occidentali, tanto da minacciare la messa al bando di alcuni titoli come Apex Legends e The Last of Us Part 2. Ciò è dovuto, in parte, ai contenuti LGBTQ, a cui il governo si oppone apertamente.

La console Made in Russia

Un nuovo sistema di gioco potrebbe presto fare il suo ingresso nel mondo delle console, con l'obiettivo di competere con PlayStation e Xbox. La presunta console in arrivo sarebbe stata ordinata dal presidente russo in persona. Si ritiene infatti che Vladimir Putin abbia incaricato il suo governo di esaminare i requisiti necessari per avviare la produzione di una di fabbricazione videoludica russa. L'idea è creare le console in Russia, produrle in Russia e utilizzarle con un software russo, in modo da creare un sistema totalmente nativo del paese.

 

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Il Primo ministro della Federazione Russa, Mikhail Mishustin, dovrà supervisionare il completamento dell'operazione in collaborazione con l'Organizzazione per lo sviluppo dell'industria dei videogiochi (RVI). Il tutto nasce a febbraio 2024, quando il governo russo ha definito una tabella di marcia quinquennale con un programma di 83 punti per contribuire al successo dello sviluppo dell'industria videoludica russa. Si ritiene che la console al centro di questi piani sarà pronta per il 2026-2027, probabilmente in contemporanea con le nuove console Sony e Xbox. L’intento è, chiaramente, quello di competere con i giganti giapponesi e americani.

 

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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov riferisce che l'ordine presidenziale nasce da ragioni industriali. Secondo quanto riportato da Huffington Post, dopo l'invasione della Russia in Ucraina, Sony, Microsoft e Nintendo hanno interrotto le loro attività nel Paese, come tanti grandi produttori di altri settori. Queste rotture commerciali, unite alle difficoltà di pagamento sui giochi sviluppati in Occidente come conseguenza delle sanzioni, avrebbero condotto ad una crisi del settore.

La Russia e la “propaganda LGBT”

In Russia qualsiasi forma di contenuto LGBTQ+ viene considerato come “propaganda”. Il tutto nasce da una legge del 2013 secondo cui è reato fornire informazioni “sull'essere LGBT” ai bambini del Paese, che ha ricevuto una proroga approvata all'unanimità dalla Duma federale.

 

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Questo tipo di ripercussioni, ovviamente, si sono riversate anche sui videogiochi. Nel 2022, la politica Yana Lantatrova ha diffuso una lista di giochi con elementi LGBTQ+ al loro interno, e che con la legge rinnovata potrebbero essere proibiti sul suolo russo: nell'elenco vengono citati The Last of Us, diversi episodi di Assassin's Creed, Borderlands, Dragon Age, Divinity Original Sin II, Fallout, Life is Strange, Overwatch, The Sims, Apex Legends e RimWorld.

 

I problemi del governo russo con l'industria videoludica occidentale non si limitano agli sviluppatori. Nel 2023 un tribunale russo ha multato Twitch per aver diffuso quelle che ha definito informazioni false. La sentenza è stata emessa in seguito al rifiuto di Twitch di cancellare i contenuti relativi all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Più precisamente, informazioni relative alle vittime civili e alla "forma e ai metodi" dell'esercito russo.

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