Giornata contro l'omofobia: I videogames trattano il tema

Ecco giochi che omaggiano al meglio la giornata internazionale contro l'omofobia e restano un'ispirazione per i titoli che verranno.

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Il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione e, nel corso degli ultimi anni, la giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, ha visto una crescente rappresentazione di sostenitori nell’universo dei videogames. Sempre più designer e game developer hanno arricchito lo storytelling e le narrazioni dei giochi con personaggi in rappresentanza della diversità umana in ogni sua sfaccettatura, segnando un'evoluzione verso l’inclusione senza precedenti. 

I videogiochi per celebrare la giornata contro l'omofobia

Lo sviluppo della presenza sempre più attiva di protagoniste femminili e LGBTQ+ nei videogiochi è un segno di cambiamento e crescita nel settore, in grado di rappresentare ogni suo giocatore al meglio ed esaltare esperienze di gioco senza precedenti. Ecco alcuni esempi di videogiochi che hanno segnato questo grande sviluppo. 


Phantasmagoria 2: Curtis Craig


Correva il 1996, un gioco horror si presentava al pubblico con uno dei primi personaggi omosessuali che aveva fatto scalpore e lottato (con la sua sola presenza) contro un sistema mentalmente chiuso: Curtis Craig, personaggio chiave, carismatico e intelligente del videogioco Phantasmagoria 2: A Puzzle of Flesh. Un personaggio che ha posto le basi per una maggiore inclusività nei giochi successivi e dato spazio a una cultura del gaming che rispecchia sempre più la società reale globale.

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Celeste

Celeste, un videogioco definito sia dalla critica che dai fan come uno dei giochi più belli mai realizzati presenta una protagonista transgender: Madeline. Un platform Indie sviluppato dalla creatrice Maddy Thorson e Noel Berry, in collaborazione con lo studio brasiliano MiniBoss. Il gioco fin dalla sua nascita presenta una storia interessante e originale: creato in quattro giorni durante una game jam, è stato in seguito ampliato e pubblicato nella versione completa nel primo mese del 2018. La trama del videogame Celeste si sviluppa con la storia di Madeline, una ragazza che ha come obiettivo intraprendere la scalata dell’immaginaria montagna Celeste al fine di compiere un viaggio di crescita personale per superare la sua depressione e le sue ansie. 
 

Durante il cammino, Madeline incontra un'importante personaggio: l'aspirante fotografo Theo, e affronta le sue ombre e la sua parte più oscura percepita come una rappresentazione dei suoi aspetti negativi, da integrare ed accettare a sé durante il gioco. Madeline, infine, accetta queste parti di sé, arrivando alla consapevolezza che solamente collaborando con queste potrà raggiungere la vetta della montagna. La protagonista, Madeline, è stata confermata come transgender dalla sviluppatrice Maddy Thorson, che a sua volta ha rivelato di aver condiviso il proprio percorso di transizione attraverso il gioco.

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Life is Strange: Max, Chloe & Alex

La serie firmata Dontnod Entertainment  Life is Strange, ormai divenuta iconica serie che esplora e dà voce a temi complessi come sessualità, identità e salute mentale. Il titolo ha come protagonista Max Caulfield, un personaggio meravigliosamente forte e complesso che si innamora di Chloe Price, offre, attraverso il racconto di questa vicenda romantica, una rappresentazione autentica delle dinamiche LGBTQ+. La serie Life is Strange ha continuato a sviluppare all’interno delle trame successive, vite e narrazioni che includesse personaggi LGBTQ+


Nonostante i premi e la devozione di fan in tutto il mondo l’introduzione dei personaggi cult della serie non è stata un passaggio facile per gli sviluppatori Square Enix. Da ciò che emerge dalle considerazioni riportate dei developer del gioco, l'editore di Life is Strange, si era mostrato inizialmente riluttante ad accettare i temi LGBTQ+, esprimendo il timore che il gioco venisse etichettato come "per gay". Nonostante queste pressioni iniziali True Colors è riuscito a raccontare la storia avvincente che ha tenuto tutti incollati agli schermi di Alex, una ragazza queer che può percepire e assorbire i sentimenti delle persone a cui si relaziona.

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Le rappresentazioni maschili nei videogames

Negli ultimi anni, all’interno dell’universo dei videogames è cresciuta sempre di più la rappresentazione multi espressiva della “figura” maschile, in tutte le sue forme e lontana dagli assunti del patriarcato. Un cambiamento che fa emergere un passo di grande importanza nel mondo dei videogiochi. La rappresentazione femminile LGBTQ+ si coniuga con personalità non binarie, bisessuali, queer, transgender e con esempi significativi dell’universo maschile non maschilista. 


In The Last of Us Part II un personaggio esemplare in tal esempio è incarnato da Lev è un ragazzo trans, la cui storia di accettazione e lotta diviene elemento centrale nel gioco. Un altro esempio è rappresentato nel gioco Assassin's Creed Odyssey, dove i players hanno l’opportunità di interpretare personaggi come Alexios o Kassandra e vivere virtualmente relazioni romantiche con personaggi di entrambi i sessi. Una possibilità di scelta che è espressione di un impegno sempre crescente, nel mondo dei videogames, verso una rappresentazione più inclusiva e realistica della società e dei suoi attori fondanti.


Lev in The Last of Us Part II

Lev è un ragazzo trans che ha un ruolo non protagonista ma è una figura assai rilevante nel videogame The Last of Us Part II.  Lev affronta e vive le difficoltà di lotta in un mondo post apocalittico sommate alle complesse sfide legate alla sua identità di genere. La sua storia personale lo rende presenza cruciale e emblematica nella descrizione delle esperienze vissute da persone transgender. Una presenza cruciale volta ad aumentare la consapevolezza di dinamiche umane intricate e rendere il gioco sensazionale.

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Questi personaggi dimostrano come l’ideazione dei videogiochi possa essere un ottima opportunità di espressione della realtà umana, normalizzando le differenze e esprimendo la lotta continua sui diritti umani inviolabili. I videogames possono rappresentare una potente piattaforma nella rappresentazione e l'accettazione delle diverse identità umane, contribuendo a creare un ambiente di gioco sempre più aperto, accogliente e inclusivo per tutti i suoi giocatori. La crescente presenza di protagonisti non fluidi, non binari e LGBTQ+ nei videogiochi è un segnale positivo di cambiamento nel settore. 


Questi personaggi hanno un ruolo di gioco arricchente sul piano narrativo dei videogiochi, e nel contempo diventano chiavi di riflessione ed emancipazione delle innumerevoli identità dei giocatori in lotta per combattere i pregiudizi.  In occasione della giornata internazionale contro l’omofobia è fondamentale sottolineare e far emergere questi esempi positivi che possano ispirare e diventare delle best practice comuni in ogni piattaforma, gioco e luogo. 

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