Curiosità dal mondo: Un monaco gioca a Super Mario e prega per ogni nemico ucciso

Un monaco che, tempo addietro, aveva giocato a Super Mario ritenta la sfida, ma senza uccidere nessun nemico e pregando per ognuno di essi sconfitto

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CREDITI: Dreamstime

Nel mondo dei videogiochi, dove l'azione senza sosta e la competizione sono spesso al centro dell'esperienza, una storia molto curiosa ha recentemente catturato l'attenzione di molti. Un monaco buddista giapponese ha intrapreso una sfida senza pari: giocare a Super Mario cercando di non uccidere nessun nemico e, nel caso in cui ciò accada per errore, recitare una preghiera di contrizione. Questa iniziativa ha suscitato curiosità e ammirazione, offrendo una prospettiva diversa su come possano essere interpretati anche i videogiochi più comuni a tutti.

Un monaco buddista e la sua sfida etica

Il monaco, figura nota per il suo impegno nella pratica della compassione e della non-violenza, ha deciso di trasporre questi principi nel mondo digitale di Super Mario. Il gioco, famoso per le sue dinamiche di piattaforma dove Mario deve affrontare vari nemici per salvare la Principessa Peach, è obbligatoriamente associato a un gameplay che prevede l'eliminazione degli avversari. Tuttavia, questo monaco ha deciso di tentare un approccio non convenzionale, sposando la sua filosofia di vita anche nel gioco, avanzando senza uccidere nessun nemico.

 

Super Mario è pieno di creature ostili, dai famosi Goomba alle Piante Piranha, che rappresentano alcuni degli ostacoli che intralciano l'avanzata del giocatore. Cercare di evitarli richiede abilità, pazienza e, soprattutto, una mentalità completamente diversa rispetto a quella con cui la maggior parte delle persone affronta il gioco.

 

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La preghiera di contrizione

Quando inevitabilmente un nemico viene abbattuto per errore, il monaco si ferma e recita un sutra. Il fatto è successo quando il monaco ha ottenuto il potere del "fiore" di Mario, dove poteva sparare pale di fuoco, con cui accidentalmente ha colpito un nemico. Successivamente al fatto il monaco ha fermato il gioco e ha recitato un sutra che viene utilizzato per le cremazioni, mostrando come la sua sensibilità e il suo credo abbiano influenzato la visione del videogioco. Alcuni utenti, hanno posto inoltre un quesito ironico sulla possibile reazione del monaco in caso giocasse a un FPS moderno.

 

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Super Mario: un gioco legato all'infanzia di tutti, anche dei monaci

Super Mario è uno dei franchise più celebri e influenti nella storia dei videogiochi, conosciuto praticamente da tutti, è stato un tempo giocato anche dal monaco in gioventù anche se in maniera "classica" come tutti noi. Creato da Shigeru Miyamoto e pubblicato da Nintendo, il gioco ha fatto il suo debutto nel 1985 con "Super Mario Bros." per il Nintendo Entertainment System (NES). Da allora, Mario, il simpatico idraulico italiano, è diventato un'icona globale, apparendo in numerosi giochi, film, cartoni animati e persino fumetti.

 

Il gioco è noto per il suo design innovativo ai tempi, che tutt'oggi funziona, con livelli ben costruiti che richiedono abilità, tempismo e strategia. I giocatori guidano Mario attraverso una serie di mondi, ognuno con sfide uniche, raccogliendo monete, potenziamenti e affrontando vari nemici per salvare la Principessa Peach dal malvagio Bowser.

 


La storia del monaco buddista che gioca a Super Mario senza uccidere nemici è un esempio affascinante di come i principi etici e spirituali possano essere applicati anche nelle attività quotidiane, compresi i videogiochi. Questa sfida non solo mette in luce un modo alternativo di interagire con il mondo virtuale, ma invita anche i giocatori a riflettere su come le loro azioni, anche in un contesto di gioco, possano rispecchiare valori più profondi.

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