Icona vs Avatar: chi rappresenta il giocatore

Nel mondo dei videogiochi, sono sicuro che molti preferiscono giocare con i classici personaggi amati da sempre, mentre altri preferiscono creare il proprio avatar ed affrontare le proprie avventure, tu che tipo di videogiocatore sei?

Nel vasto universo dei videogiochi, si svolge una continua danza tra due elementi centrali che definiscono l'esperienza di gioco: le icone dei videogiochi e gli avatar dei giocatori. Questi due concetti, apparentemente distinti, convergono in un intricato intreccio che plasma la narrativa e l'immaginario dei mondi digitali in cui i giocatori si immergono. Attraverso questa dualità, emerge un confronto affascinante tra l'immaginario collettivo e l'identità individuale nel contesto del gaming.

La differenza tra Icona ed Avatar

Le icone dei videogiochi sono spesso la faccia pubblica di un titolo. Pensate a Mario, il simpatico idraulico italiano che ha attraversato decenni, o a Lara Croft, l'avventuriera intraprendente e iconica di Tomb Raider. Questi personaggi diventano i simboli di intere franchise, rappresentando non solo il gioco stesso, ma anche il suo impatto culturale. Le icone dei videogiochi sono archetipi che riflettono temi universali e che resonano con giocatori di tutto il mondo. La loro immagine è curata con attenzione, poiché sono destinati a incarnare l'essenza del gioco e a catturare l'immaginazione del pubblico.

 

D'altra parte, gli avatar dei giocatori sono una creazione più personale. Spesso personalizzabili nei dettagli più minuti, gli avatar consentono ai giocatori di esprimere la propria individualità all'interno di un universo virtuale. La creazione di un avatar è un atto di empowerment, consentendo ai giocatori di plasmare la loro presenza digitale in un mondo di gioco. Dagli elementi estetici alle scelte di abbigliamento, gli avatar diventano estensioni virtuali degli stessi giocatori, riflettendo i loro gusti, stili e aspirazioni.

Mezzo di come rappresentare sè stessi

Questa dualità solleva interrogativi intriganti sul rapporto tra giocatore e gioco. Le icone dei videogiochi fungono da guida visiva e narrativa, imponendo un'identità predefinita all'interno della trama. Gli avatar, d'altro canto, offrono una tela bianca di opportunità per l'espressione individuale. Come si intersecano queste due identità nel contesto di un gioco?

 

Una risposta possibile è che entrambe le dimensioni, icone e avatar, siano complementari. Le icone fungono da collante per la trama e l'universo di gioco, mentre gli avatar rendono il tutto più personale, offrendo ai giocatori un punto di ingresso unico in quel mondo
In molti giochi, le icone possono addirittura interagire con gli avatar, dando vita a momenti di connessione che vanno al di là della mera rappresentazione visiva.

 

Un esempio di questa interazione è il fenomeno dei cosiddetti "crossover" nei giochi multiplayer. Immaginate di giocare ad un popolare gioco di combattimento in cui l'avatar personalizzato del giocatore può affrontare icone dei videogiochi provenienti da altri titoli
Per fare qualche esempio banale, basterebbe citare la saga di Smash Bros, con l'introduzione dei Mii; o ancora con la possibilità di creare il proprio personaggio in DragonBall Xenoverse, o tanti altri titoli simili.

 

Questo tipo di esperienza non solo unisce il meglio di entrambi i mondi, ma crea anche un terreno di gioco paritario in cui l'identità predefinita della icona deve competere con la creatività e l'abilità del giocatore.

Ci sono casi in cui però bisogna scegliere

La dualità tra icone e avatar non è sempre così armoniosa. In alcuni casi, la presenza dominante di un'icona potrebbe sovrastare l'individualità dell'avatar. Ciò è evidente in giochi in cui la trama è così fortemente guidata dalle icone che la presenza dell'avatar del giocatore diventa quasi trascurabile. In questi scenari, la sfida per i designer di giochi è bilanciare la narrazione guidata dall'icona con la libertà e l'autenticità dell'esperienza personalizzata offerta dagli avatar.

 

Un aspetto interessante di questa dualità è il modo in cui influenza la percezione del gioco da parte dei non giocatori. Le icone dei videogiochi, essendo spesso visibili nella cultura di massa, possono essere più riconoscibili per chi è al di fuori della comunità dei giocatori. Tuttavia, questo può portare a una comprensione superficiale del medium, in cui il gioco è visto più come un fenomeno di massa che come un'esperienza individuale e creativa. Gli avatar, invece, offrono una finestra più intima nell'esperienza del giocatore, mostrando che il gaming è tanto un atto artistico quanto una forma di intrattenimento.

una scelta personale ma sempre valida

Nonostante la possibilità di creare avatar personalizzati nei giochi, molti giocatori si ritrovano stranamente affezionati alle icone predefinite dei videogiochi. Questo fenomeno può essere attribuito a diversi fattori, tra cui il design accattivante, la storia coinvolgente e la capacità di un'icona di rappresentare valori universali. Le icone, spesso elaborate con cura dagli sviluppatori, incarnano un'essenza che attrae e coinvolge un vasto pubblico.

 

In alcuni casi, le icone possono agire come archetipi universali che risuonano con le esperienze comuni umane. Un'icona può personificare la lotta contro le avversità, l'amore, l'eroismo o la ribellione, elementi che molti giocatori possono trovare facilmente riconoscibili e condivisibili. Queste rappresentazioni archetipe possono andare al di là della personalizzazione offerta dagli avatar, toccando corde emotive che si intrecciano con le esperienze di vita dei giocatori.

 

Personaggi come Kratos di God of War o Master Chief di Halo hanno raggiunto uno status di celebrità non solo nel mondo dei videogiochi. La loro presenza è così pervasiva da superare il confine del gioco, influenzando l'industria dell'intrattenimento nel suo complesso. Pertanto, quando i giocatori si immergono in giochi che presentano queste icone, possono sentirsi coinvolti in un'esperienza che va oltre il gioco stesso, abbracciando un fenomeno culturale più ampio.

 

La narrativa delle icone può anche contribuire alla maggiore identificazione da parte dei giocatori. Le storie dietro le icone sono spesso ricche di sfumature, con elementi di sfida, crescita e trasformazione. Gli sviluppatori, consapevoli del potenziale impatto emotivo delle icone, lavorano diligentemente per creare trame coinvolgenti che connettono il giocatore alle vite e alle sfide dei personaggi del gioco. Questa connessione può far sì che i giocatori si identifichino più facilmente con l'icona rispetto al proprio avatar personalizzato.

 

In conclusione, la dualità tra icone dei videogiochi e avatar dei giocatori è un aspetto fondamentale del medium videoludico. Mentre le icone forniscono una bussola visiva e narrativa per l'universo di gioco, gli avatar consentono ai giocatori di inserire la propria identità in quel contesto. Questa interazione tra l'universale e l'individuale è ciò che rende il mondo dei videogiochi così affascinante e inclusivo. Mentre le icone possono ispirare e guidare, gli avatar permettono ai giocatori di scrivere la propria storia all'interno di quel mondo digitale in continua evoluzione. La dualità tra icone e avatar è la forza trainante dietro l'esperienza di gioco, una sinfonia di creatività collettiva e espressione individuale che continua a definire e ridefinire il mondo del gaming.

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