Payday 3: il colpo al nostro cuore

Saranno riusciti i ragazzi di starbreeze a mettere a segno il terzo colpo con la nuova iterazione del celebre sparatutto criminale? scopriamolo assieme...

Dopo 10 anni arriva l'attesissimo ritorno del colpo più spregiudicato del secolo, starbreeze ha voluto fare le cose con calma per creare un terzo capitolo della saga di Payday adatta al pubblico di oggi.

Perchè si torna in azione ? 

Partiamo dall'aspetto che in molti titoli è il principale, il combustibile che spinge in avanti tutto il treno narrativo e di gameplay, ma in questo caso su Payday 3 rimarrà secondario per tutta la durata delle nostre scorribande. Come ben sappiamo il quartetto di rapinatori ( Dallas, Chain, Wolf e Hoxton) avevano optato per un pensionamento anticipato e quindi dedicarsi al mero sperperamento della fortuna guadagna (o per meglio dire trafugata) attraverso i colpi precedenti, ma come vedremo ogni volta avviata la modalità per fare un nuovo colpo troveremo ad intervellare i singoli colpi dei segmenti narrativi in cui ci verrà spiegata la lore ed è proprio da qui che scopriamo che i 4 sono tornati in azione per scoprire chi li sta cercando, non è solo la polizia evidentemente, e che contestualmente a questa ricerca delle loro teste ha fatto in modo di bloccargli i conti.

 

Data la premessa che farà alzare i nostri 4 (anti)eroi dai loro lussuosi divani  scopriamo l'aggiunta di 2 nuove componenti della Payday gang Pearl e Joy, rispettivamente un’artista della truffa specializzata nell'infiltrazione e una geniale hacker. Indubbiamente la scelta stilistica di voler far approfondire la parte narrativa solo attraverso degli intermezzi statici presenti nel menù ci fa capire che tipo di focus potrà avere invece il game play

I colpi ? troppo pochi

In termini di gameplay la campagna si suddivide in solo 8 miseri colpi, con la promessa dei ragazzi di StarBreeze di intervenire il prima possibile con i canonici DLC per ampliare l'esperienza di gioco, i quali certamente spiccano per la loro innatà rigiocabilità componente che tratteremo più avanti nella recensione ma che in un certo senso lasciano un po' l'amaro in bocca, con quel gusto del si ma si poteva fare molto di più.

 

Le 8 location, comunque, scelte dai ragazzi Svedesi, ci mettono di fronte diverse situazioni di gioco in cui il player potrà decidere se affrontarle in solitaria con l'ausilio della canonica squadra di altri 3 bot ad impersonificare gli altri membri della gang, se affrontarli con i propri amici ( cosa che vi consigliamo per migliorare la resa generale del gioco e per regalarvi molte ore in termini di risate ) o se approcciarsi attraverso il multiplayer, quest'ultima ve la sconsigliamo per le difficoltà riscontrate nella comunicazione con gli altri giocatori, ma se vorrete intraprendere il percorso del ladro provetto online armatevi di pazienza e non stupitevi di vedere il compagno di turno che entra ad armi spianate all'interno della banca o di quello che farà scattare ogni tipo di allarme in una galleria d'arte, i colpi in stealth sono cosa ardua da compiere.

 

La difficoltà di gioco potrà tranquillamente essere selezionata nella pre lobby e su questo ci sentiamo di darvi un altro consiglio, il gioco nella sua modalità "facile" è davvero troppo permissivo e ci sentiamo di consigliarla solo a chi davvero è poco pratico con il sistema di shooting, altamente alla portata di tutti e super arcade. Affrontata la ardua scelta tra normale e difficile ci troveremo davanti a due situazioni ben distinte, in modalità normale la quantità di bot e di colpi che vi piazzeranno adosso sarà veramente elevata e renderà le cose molto allettanti, nella modalità difficile la sfida invece assumeranno dei connotati che nemmeno i souls like ci hanno mai posto costringendoci a preferire sempre l'approccio stealth in questa modalità per veri duri.

Nuove animazioni e nuove sfide

Dopo dieci anni, si vedeva una certa mancanza in termini di dinamiche di gioco e possibilità che venivano date al giocatore ed è per questo che il team di Starbreeze per il suo nuovo payday 3 ha deciso di puntare forte non solo su un aspetto estetico davvero migliorato dal suo secondo capitolo con il salto generazionale che si vede a vista d'occhio, ma anche su un nuovo sistema di animazioni che da la possibilità di arrampicarsi con più semplicità e soprattutto aggiunge la possibilità della classica scivolata sulle ginocchia molto cara a molti fps di questi tempi, la quale ci fa sempre pensare un po' a quante saponette da moto vengano consumate ogni giorno.

 

La componente audio resta  solida all'interno del gioco, con un'ottimo doppiaggio in inglese, approviamo la scelta di non optare per l'inserimento del doppiaggio in lingua italiana per evitare di uscire troppo dall'immersività del gioco, la campionatura delle bocche da fuoco non eccezionale ma per un titolo meramente arcade basta e avanza.

 

Per quanto riguarda la rigiocabilità di payday 3 siamo su per giù sulla stessa lunghezza di ciò che ci mostravano i ragazzi di starBreeze in Payday 2, con le due strade che potremmo affrontare in ogni colpo che ci potranno garantire esecuzioni diverse per arrivare al medesimo scopo. Il percorso stealth come al solito grande protagonista con la gestione del campo visivo di persone, guardie e polizia che ci verrà espresso attraverso punti interrogativi o esclamativi ad indicare i due stati dell'allerta e della scoperta.

 

Se per quanto riguarda la fase di rivelazione il tutto gira molto fluidamente con il sistema che ripercorre i fasti di un tempo dobbiamo dire che alcuni passaggi delle fasi stealth non sono chiarissimi e a delle voltre bisognerà ricorrere a qualche escamotage per trovare la tessera giusta o per capire con quale filo interagire, creando anche un po' di frustrazione nel giocatore che si ritroverà a vagare senza una meta precisa guidato solo da una vaga indicazione della voce narrante.

 

Il sistema di progresso e la personalizzazione 

Per quanto riguarda il precedente capitolo della saga di Payday, in molti chiedevano a StarBreeze di migliorare il sistema di progressione per evitare che con un paio di colpi si riuscisse ad avere l'intero arsenale a disposizione e portando così il giocatore alla noia e ad abbandonare il titolo troppo velocemente non venendo incentivato a grindare per ottenere armi e armamenti migliori. In Payday 3 invece, il sistema di progressione sembrava rivoluzzionario, l'acquisto di determiante attrezzature e armi veniva vincolato all'acquisto di queste criptovalute molto rare e che richiedevano molto grinding, forse anche troppo per certi versi, ma la pecca più grande resta la lentezza con cui riusciremo a sbloccare le nuove armi perchè viene richiesto un quantitativo di livelli esorbitante che richiede troppe ore di gioco e che ci porta alla noia prima di riuscire ad arrivare al livello 40.

 

Sotto l'aspetto della personalizzazione il gioco punta tanto sia sul contesto della creazione e dell'abbellimento delle maschere con vernici e decalcomanie per cercare di creare l'alterego più unico del server, il sistema di personalizzazione comunque ci permetterà di modificare anche gli abiti per ottenere outfit più o meno sgargianti rispetto alle nostre esigenze.

Verdetto

Payday 3 non ci ha rubato il cuore, la sensazione è quella di un gioco che vorrebbe ma non riesce ad esprimersi, consacra le dinamiche di gioco ormai consolidate nell'immaginario comune con il team di StarBreeze che ha trovato sicuramente dei buoni spunti per un rilancio a più di una decade di distanza  attraverso il gameplay rinnovato con nuove dinamiche ed un sistema di avanzamento non convincente, uno dei punti che però salva la produzione svedese è il prezzo 39,90 è sicuramente un ottimo prezzo per un gioco che insieme ad altri amici vi regalerà un sacco di ore di divertimento.

 

 

 

 

 

VOTO FINALE: 65/100

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