Avatar Frontiers of Pandora: recensione del Tie-in di Ubisoft

Arriva sugli scaffali l'ultima opera di Ubisoft con Frontiers of Pandora, la casa di sviluppo Francese mette le mani sulla saga cinematografica e ne realizza un gioco super ambizioso

Dopo un lungo periodo di sviluppo, Ubisoft lancia sul mercato uno dei suoi progetti più ambiziosi un Tie-in della tanto amata serie cinematografica diretta da James Cameron. Avatar Frontiers of Pandora arriva sugli scaffali in un mese scarno di uscite, promettendo di essere il gioco che più piacevolmente vorremmo trovare sotto il nostro albero di natale. Come si saranno comportati però i ragazzi di Ubisoft nella realizzazione di un prodotto tanto ambizioso quanto affascinante ? scopritelo insieme a noi nella recensione testuale.

La frontiera occidentale 

Avatar Frontiers of Pandora è un vero e proprio spin off della storia raccontata nei film sul grande schermo, in fatti il gioco viene ambientato nella frontiera occidentale ed eccezzion fatta per le parti in gioco, tribù Na'vi e RDA, il gioco non ha altro a che vedere con quanto prodotto da James Cameron, fidatevi per molti versi meglio così.

 

La frontiera occidentale, come tutto il pianeta di Pandora, è un immenso territorio selvaggio in cui si trovano 3 tribù Na'Vi molto diverse tra loro, proprio da qui partirà la nostra avventura poichè il nostro protagonista sarà un orfano addestrato in un centro RDA, con il solo scopo di indottrinare i piccoli bimbi alla guerra creando così futuri soldati imbattibili per i loro scopi, per (s)fortuna scoppia la guerra prima che il progetto possa arrivare al suo pieno svolgimento e noi come tutti gli altri componenti, cavie, dell'esperimento umano ci ritroviamo a dover fuggire dalle grinfie del capo del progetto John Mercer, il quale ha ordinato l'eliminazione dei ragazzi.

 

Per nostra fortuna veniamo salvati dalla tutrice umana che ci è stata affianco durante il percorso all'interno della base RDA e ci metterà all'interno di delle capsule per il sonno criogenico, per cercare di farci rimanere in stasi finche le cose non si sarebbero calmate, purtroppo il nostro sonno dura all'incirca come un sonnellino pomeridiano che non doveva durare oltre i 30 minuti e che invece si rivela essere un sonno di 6 ore che ci fa sentire fuori da ogni concetto di tempo e spazio, dopo ben 15 anni veniamo a conoscenza che la base che ci aveva fatto da rifugio per tutta la nostra infanzia è rimasta abbandonata, ma ci renderemo conto ben presto che i soldati Terrestri non hanno mai smesso di cercare noi e i nostri compagni.

 

Fuggiti dalle loro grinfie grazie anche all'aiuto di un ribelle di nome So'lek, ci troveremo ad unirci alla resistenza Na'vi che lotta giorno dopo giorno per rispedire gli umani a casa. L'intrigo narrattivo che spinge il motore dell'avventura funziona e non si rivela nulla di troppo complesso, ma neanche troppo banale. L'editor del personaggio, non troppo profondo, che ci permetterà di scegliere molte caratteristiche somatiche del nostro personaggio. Essendo cresciuti con gli umani, non saremo a conoscenza degli usi e costumi delle tribù della frontiera occidentale e ciò funzionerà da spinta narrativa anche per approfondire il tema delle tribù, le quali ci guarderanno con circostanza all'inizio.

 

Una delle prime pecche che purtroppo Avatar mostra è una assenza per molti tratti dell'antagonista delle vicenda, il quale si dimentica quasi quale sia nell'andamento della storia. Altra nota negativa della narrazione del gioco è l'assenza di un doppiaggio in Italiano, il quale indebolisce la narrazione di un gioco estremamente variegato nei dialoghi e con molti nomi da ricordare, lasciandoci spesso con il dubbio di esserci persi qualcosa nonostante sia completamente sottotitolato nella nostra lingua.

 

Volare o camminare questo è il dilemma

La struttura open World che Ubisoft ha voluto dare al gioco è la più classica della casa di sviluppo Francese, infatti non è sbagliato associare la struttura del mondo a quella dei più noti Far Cry già visti sui nostri scaffali ma con una ambientazione leggermente diversa. 

 

Una delle problematiche riscontrate all'inizio del gioco che potrebbe a tratti tediare il giocatore è la necessità di coprire anche lunghe distanze a piedi, per più di metà dell'arco narrativo della storia principale infatti non avremo modo di spostarci se non tramite le nostre gambe, che per quanto lunghe faranno sentire un po' il peso del tutto. Durante le varie missioni assegnateci dai membri della resistenza per progredire nella quest principale, o dai membri delle tribù che dovremmo convincere della bontà delle nostre azioni, abbiamo sfruttato il tempo che ci è stato concesso per ammirare il meraviglioso mondo di Pandora in tutto il suo splendore.

 

Come anche nel film di James Cameron ad un certo punto il nostro protagonista sarà pronto per il rito di iniziazione, in cui l'Ikran sceglierà il Na'vi con cui sarà legato per tutta la vita e ciò cambierà in maniera incredibile il volto all'opera di Ubisoft, poichè tutte le sessioni di esplorazione del mondo saranno più facili e veloci, ma soprattutto ci verrà dato un punto di vista inedito anche di ciò che avevamo già visto all'interno del mondo di gioco.

 

La varietà del gioco e la grande quantità di attività secondarie ci permetteranno di goderci il mondo di Avatar Frontiers of Pandora per un bel bottino di ore, circa 40 se vorremmo raggiungere il totale delle missioni secondarie e scoprire i misteri che arrichiscono il mondo di gioco, la progressione in oltre abbastanza lenta del nostro personaggio comunque vi terrà incollati al gioco per almeno 20 ore prima di arrivare ai consueti titoli di coda. 

 

Oltre ad una fenomenale modalità cooperativa che ci permetterà di mantenere i progressi ottenuti nella modalità cooperativa online anche sul nostro personaggio, evitando di dover rifare tutto da capo. In oltre altro punto forte ereditato dalla saga di Far Cry il cross platform che vi permetterà tranquillamente di giocare con un amico da un altra piattaforma di gioco.

 

Survival ? si ma con moderazione

Durante il gioco ci verrà data la possibilità di impostare una modalità priva di interfaccia grafica con i relativi indicatori di posizione di ciò che dovremmo fare e con solo alcuni indizi a direzionare la nostra avventura, scelta sicuramente molto più indicata per una modalità immersiva. La natura più survival, se così si può definire, di Avatar Frontiers of Pandora risiede nell'esigenza del nostro protagonista e della nostra cavalcatura di doversi cibare richiedendo così di prendere parte ad alcuni minigiochi per la raccolta di frutta e alla caccia per ottenere ingredienti da combinare al primo forno disponibile e realizzare non solo pietanze più appetibili per la nostra fame ma anche per ottenere bonus momentanei.

 

La crescita del nostro personaggio sarà anche legato al crafting di diversi tipi di armi Na'vi tra cui archi, frecce  e fionde per combattere l'invasore, ma anche armature più resistenti per avanzare nell'avventura che ci metterà di fronte diverse situazioni davvero ostiche da affrontare quando i nostri nemici inizieranno ad essere esseri umani, ovviamente la metà di noi quindi anche difficili da individuare quando si muovono a piedi.

 

Ottimizzazione da migliorare ma con scorci mozzafiato

Il lavoro fatto da Ubisoft su Avatar Frontiers of Pandora è assolutamente di livello, le tre macro aree in cui ci troveremo durante tutto il gioco sono ben caratterizzate fra loro e assolutamente distinguibili, anche se la nota stonata della produzione purtroppo è proprio la prima che potrebbe far storcere il naso a molti visto che in generale le prime ore sembrano essere quelle più tediose.

 

Abbiamo provato il gioco su un computer di fascia media e dobbiamo ammettere che l'ottimizzazione del gioco lascia abbastanza a desiderare, con una pesantezza generale del mondo di gioco che si fa sentire anche su pc di fascia ben più alta dimostrando di fare difficoltà ad arrivare a 60 frame stabili anche su macchine di ultimissima generazione spingendo il mondo di gioco ad ultra. 

 

 

 

Quando si parla di Tie-in è difficile trovare trasposizioni cinematografiche memorabili, ma Ubisoft riesce a tirare fuori un gioco davvero molto interessante, che ha sicuramente delle pecche importanti, ma che vi saprà regalare molte ore di divertimento in queste fredde e gelide giornate invernali. Il nostro consiglio è quello di lanciarvi su Pandora e farvi rapire dalla maestosità degli ambienti di gioco e da una modalità coop che arricchisce l'esperienza di gioco finale. 

80/100

 

 

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